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Pesaro e Urbino - Turismo: a Pisa convegno Federagit su patrimonio culturale e guide PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 27 Marzo 2014 00:00

“Tutela del patrimonio culturale italiano, valore e ruolo delle professioni turistiche”. Era questo il tema del convegno organizzato a Pisa dalla Federagit-Confesercenti, durante il quale è stato posto l’accento sulla necessità di rivedere la normativa che disciplina l’attività delle guide turistiche in Italia.

In particolare, sono stati sottolineati ancora una volta i danni dell’approvazione dell’art.3 della Legge 97/1913.  “Prevedendo la figura della guida turistica abilitata ad operare sull’intero territorio nazionale e permettendo a guide turistiche abilitate in altri Stati dell’Unione di effettuare visite guidate su tutto il territorio italiano, operando in regime di libera prestazione di servizi – hanno precisato gli intervenuti – si dequalifica  in maniera ingiustificata il livello di illustrazione dei Beni Culturali nel nostro Paese ed il contenuto stesso della professione di guida turistica. Inoltre, si va  incontro ad una inaccettabile perdita di PIL per l’economia nazionale ed alla riduzione di entrate fiscali e previdenziali. A rischio ci sono 20.000 lavoratori professionisti del settore”.
“Abbiamo avuto una ottima partecipazione delle guide turistiche al convegno – afferma la presidente di Federagit, Maria Chiara Ronchi – soprattutto da Veneto, Liguria, Toscana, Emilia Lazio e Puglia. Ed è stata una buona occasione per ribadire le richieste della categoria al nuovo esecutivo”.

Le guide turistiche abilitate in Italia chiedono al Governo di intervenire urgentemente affinché:
- si approvi in tempi brevi una nuova legge complessiva ed organica sulla professione di guida che non vada oltre ciò che richiede il diritto europeo e che riconosca la specifica qualificazione delle guide turistiche, al fine di salvaguardare una corretta illustrazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano;
- nelle more di tale legge, si approvi una norma transitoria che sospenda l’efficacia dell’art. 3 e stabilisca una proroga delle legislazioni attualmente in vigore;
- si rivendichi in Europa la "specificità culturale italiana".

Alle Regioni, poi, gli operatori del settore chiedono di non dare seguito all’applicazione di un articolo di legge profondamente sbagliato.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Marzo 2014 12:48
 

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