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Regionale - Gli agriturismi non sono alberghi PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 22 Settembre 2011 00:00
Un’audizione in Regione per richiedere modifiche alla legge sugli agriturismi in fase di discussione.

Confesercenti, insieme ai rappresentanti di Confcommercio, ha ottenuto dalla Regione un’audizione con la 3° e la 4° commissione consiliare (rispettivamente commissione alle Attività Produttive e commissione all’Urbanistica) durante la quale si è potuta discutere la nuova proposta di legge per gli agristurismi che la Regione dovrà varare a breve.
"Abbiamo portato in sede di discussione - spiega Ilva Sartini, direttore Confesercenti Marche che era presente insieme ad Euro Roscini, rappresentante Fiepet - una serie di proposte a modifica dell’attuale testo varato dalla Giunta Regionale ed ora in Commissione, proposte ispirate alla nostra preoccupazione nei confronti di una proposta di legge che, nell’adeguarsi a quella nazionale, ne supera in maniera esagerata i contenuti liberalizzatori. Alla base delle proposte di modifica sta la richiesta di tornare alla filosofia originaria per cui sono nati gli agriturismi: la necessità di dare all’agricoltore la possibilità di integrare il reddito agricolo. Ciò significa contenere il numero di posti letto, di posti a tavola e di piazzole per  la sosta. Significa anche alzare e non abbassare la quantità di prodotto di produzione propria e di produzione regionale da somministrare ai propri ospiti. Significa, inoltre, prevedere lo stesso obbligo di formazione professionale e lo stesso rispetto della normativa igienico-sanitaria imposta a ristoranti ed alberghi. Questo servirà a non inasprire ulteriormente la concorrenza sleale: un pericolo più che attuale, come dimostra anche la cronaca. Altro aspetto, assolutamente non condiviso della proposta di legge, è la possibilità di aprire veri e propri negozi, che vendono prodotti alimentari ed artìgianali non di produzione dell’agricoltore e di dotare l’agriturismo di una serie di attività integrative, che vanno dal centro estetico alle attrezzature sportive di vario genere: chi potrà poi controllare capillarmente che vengano riservati agli ospiti. Noi pensiamo che le normative debbano andare nella direzione di incentivare i vari protagonisti del territorio e del turismo  a fare ciascuno bene il proprio mestiere ed operare  in maniera armonica in un’ottica di filiera,  in modo da offrire a cittadini e turisti tante attività specializzate e di qualità".
Naturalmente a tutela di ristoratori, albergatori ed agriturismi corretti, occorre perseguire quanti non rispettano la legge e dunque si avvantaggiano di una normativa fiscale più favorevole per fingere un’attività di agriturismo, mentre svolgono di fatto attività commerciale, ma con il vantaggio di pagare meno tasse e meno imposte. Quindi sono stati chiesti una commissione di controllo ad hoc e sanzioni severe per i trasgressori.
"Ora attendiamo la nuova proposta della Commissione - conclude Sartini - per capire se le nostre ragioni saranno state comprese e le nostre richieste recepite. Saremo, naturalmente, attenti anche in questa fase, come nelle precedenti, a tutelare gli operatori che rappresentiamo e li terremo informati  e coinvolti nelle fasi successive".
Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2011 09:11
 

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