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Pesaro - 4,1 miliardi di euro migrano dai consumi alla spesa pubblica PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Mercoledì 21 Settembre 2011 00:00
Confesercenti commenta: "una manovra disgraziata che avrà pesanti effetti regressivi"

"Alla fine, gira e rigira, ci siamo arrivati. All’aumento dell’IVA dal 20 al 21 per cento. E così, la manovra già disgraziata di suo per il metodo e per i contenuti delle diverse versioni prodotte fin qui, diventa dichiaratamente regressiva per gli effetti che l’aumento dell’aliquota principale dell’imposta diretta produrrà sicuramente.
Si stima infatti che tale provvedimento sottrarrà ai consumi ed al mercato 4,1 miliardi all’anno per destinarli alla spesa pubblica.
Si tratta di una somma enorme che graverà sulla fascia più debole della popolazione andando a comprimere ancora di più la capacità di spesa nei settori extra alimentari che già soffrono di una costante caduta delle vendite.
D'altronde gli operatori commerciali di quei settori, visti i tempi che corrono, non potranno che scaricare sul consumatore finale il peso della nuova aliquota. Chi non lo farà vedrà ridursi i propri già ridimensionati ricavi.
Il calo dei consumi determinato dall’aumento dell’aliquota IVA andrà a sommarsi a quello che sarà determinato dall’aumento della tassazione locale che sarà provocato dai tagli ai trasferimenti a regioni ed enti locali.
Gli effetti regressivi complessivi di tale operazione peraltro non sono affatto compensati da alcuna iniziativa di sostegno e rilancio della economia e dei consumi. Ne può essere considerata tale la liberalizzazione degli orari dei negozi delle località turistiche o città d’arte e la liberalizzazione delle autorizzazione per apertura di medie e grandi superfici di vendita che pure la manovra contiene. Anzi tali ultimi provvedimenti altro non sono che un regalo alla grande distribuzione organizzata ed un vero e proprio affronto alla piccola rete commerciale tradizionale. Al danno quindi si aggiunge la beffa. E’ evidente che questo governo vuole la morte della piccola impresa commerciale. Con tutte le conseguenze negative che ciò produrrà per le nostre città.
Si sta compiendo un preciso progetto politico che nega il valore della piccola e piccolissima impresa. Bei liberali sono costoro, che penalizzano scientificamente l’impresa nella quale di più si esprime il valore dell’impegno e del sacrificio individuale e famigliare".
 

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