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Urbino - L’imposta di soggiorno è sbagliata PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 13 Ottobre 2011 00:00
Una nota di Confesercenti risponde all'intervento del consigliere  Gianfranco Fedrigucci
 
"L’imposta di soggiorno per le nostre zone e città che hanno già un debolissimo flusso turistico rischia di essere la pietra tombale su ogni ipotesi di sviluppo del settore.
Le caratteristiche del nostro turismo che, lo ripetiamo, rispetto ad altri territori ha numeri risibili, sono tali che non si vede come possa sopportare anche l’aggravio di un’altra imposta.
E nemmeno si può prendere ad esempio ciò che accade a Firenze, Venezia o Roma dove per una notte in un tre stelle servono quei 150 euro con i quali da noi, in bassa stagione, si fanno anche 5 giorni in pensione completa.
Se ci mettiamo poi anche la profonda crisi economica contingente che tutto il paese sta attraversando e che porterà ad una ulteriore importante riduzione dei consumi delle famiglie chiunque capisce che la direzione della imposta di soggiorno è del tutto sbagliata.
Purtroppo però ci sono amministratori che, svenati dalle manovre economiche del governo, continuano a pensare all’imposta di soggiorno come al male minore e ad un modo per fare sicura cassa per incerte possibilità di impiego. Un po’ come, ci sia permesso, con gli autovelox, i semafori intelligenti, le video camere alle ztl e via di seguito.
Sarebbe un vero peccato se anche le nostre amministrazioni si piegassero supine ai diktat di questo governo e decidessero comunque l’applicazione dell’imposta.
Crediamo necessario che si faccia, prima di un passo simile, almeno un protocollo di intesa che vincoli fortemente gli introiti dell’imposta non a generiche opere o azioni dove è facile far rientrare di tutto a vantaggio dell’economia turistica, ma a specifici interventi misurati, misurabili e preventivamente concordati con gli operatori del settore e le loro organizzazioni.
Quanto all’amico consigliere di Urbino Gianfranco Fedrigucci, ci pare di potergli dire che ha sbagliato i conti: l’imposta si applica alle presenze nelle strutture ricettive e il dato sulle presenze di Urbino è viziato dalla componente studentesca, si metta il cuore in pace non ricaverebbe tutti quei soldi a cui aspira. Che già adesso ci sono diverse strutture turistiche in difficoltà e che hanno annunciato che chiuderanno per l’inverno. Che l’esperienza della tassa sull’arrivo dei pulman turistici è stata negativa dato che anche i suoi proventi dovevano essere destinati al turismo e sono invece finiti nel calderone della spesa pubblica.
Speriamo sinceramente che il Comune di Urbino si distingua e della proposta di Fedrigucci accolga solo l’invito a discutere seriamente, magari in sede di elaborazione del Piano Strategico, di una seria diversificazione della struttura economica della città e del ruolo che il turismo non ha e invece potrebbe avere".

Domenico Passeri
Responsabile Confesercenti Urbino

Gianluigi Campagna
Coordinamento Assoturimo Confesercenti provinciale



Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Ottobre 2011 08:08
 

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