• Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Confesercenti Pesaro Urbino

lunedì
mag  20 


 

 

 

 

Home NOTIZIE News - Ultime dalla Redazione Regionale - Decreto Salva-Italia?
Regionale - Decreto Salva-Italia? PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Martedì 20 Dicembre 2011 00:00
 
Confesercenti si mobilita contro la liberalizzazione totale delle aperture festive e dell’allargamento degli orari dei negozi contenuta nel decreto Monti: “Non neghiamo la gravità della situazione –sottolinea il direttore regionale Ilva Sartini- anzi, da tempo insistiamo sulle pesanti conseguenze che una crisi così lunga ha determinato sulle famiglie e sulle imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni. L’idea, però, che le famiglie italiane non consumino sufficientemente a causa dei limitati orari di apertura dei grandi centri commerciali è totalmente sbagliata. La gente non compra perché mancano i soldi e non perché i negozi sono aperti troppo poco. E se mancano i soldi è perché l’economia non cresce, le piccole realtà commerciali chiudono e i posti di lavoro si assottigliano. Come si fa a non capire che il lavoro passa proprio dalle pmi e che la qualità urbana e lo stesso sviluppo del turismo hanno bisogno di città vive, di negozi, di pubblici esercizi, di imprese turistiche e di artigianato, che la liberalizzazione totale di orari ed aperture ucciderebbe?”.

“La liberalizzazione selvaggia delle aperture e degli orari –continua Sartini- è soltanto un altro regalo alla grande distribuzione e un’ ulteriore batosta per le piccole imprese, non in grado di competere a livello di pubblicità e di gestione del personale con i grandi iper. Nelle città italiane sono scomparsi negli ultimi sette anni 100.000 imprese commerciali e 300.000 posti di lavoro. Con le aperture ininterrotte non aumenteranno i consumi, non migliorerà il servizio, non aumenterà l’occupazione. Nei prossimi 5 anni, al contrario, avremo 80.000 imprese che usciranno dal mercato e 240.000 posti di lavoro che andranno persi. Le nostre città saranno sempre più vuote e meno sicure. Quote di consumi si trasferiranno dal piccolo e medio dettaglio alla grande distribuzione che già oggi detiene il 70% della quota mercato di consumi alimentari”.

“Per tutti questi motivi –conclude Sartini- siamo mobilitati a livello nazionale e nei territori contro questa decisione del Governo Monti e cercheremo di spiegare le nostre ragioni in tutte le sedi e con tutti i mezzi che abbiamo per salvare le oltre 700.000 imprese che ancora vivono e fanno vivere le nostre città. In merito, facciamo appello al presidente della Regione Marche perché sollevi l’illegittimità del provvedimento in quanto in disaccordo con il titolo V della Costituzione che delega interamente alle regioni la programmazione commerciale nei territori di riferimento. Un compito, questo, del quale gli enti locali non devono farsi espropriare per la ‘suprema ragione’, peraltro inesistente, di garantire la concorrenza e di incrementare le vendite”.
Ultimo aggiornamento Martedì 20 Dicembre 2011 11:32
 

MOTORE DI RICERCA

 20 visitatori online

I vantaggi per i soci Confesercenti

QUESTO SITO NON UTILIZZA COOKIE
Seguici su Facebook
da oggi puoi seguirci anche su Twitter

I Nostri Ristoranti

Campagna associativa 2018

Festival Internazionale del Brodetto