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Home NOTIZIE News - Ultime dalla Redazione Liberalizzazioni, a perderci saremo tutti
Liberalizzazioni, a perderci saremo tutti PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 12 Gennaio 2012 00:00

Intervento di Domenico Passeri, Direttore Provinciale Fiepet-Confesercenti

“Una liberalizzazione senza regole rischia di fare terra bruciata non solo di tante piccole e medie imprese, ma anche di una certa qualità della vita che questo territorio finora ci ha garantito”. Così Domenico Passeri direttore provinciale Fiepet-Confesercenti commenta le ulteriori liberalizzazioni nel settore del commercio e dei pubblici esercizi previste dal Decreto Monti.
“Da una parte, infatti –continua Passeri- non è aprendo i negozi 24 ore su 24 che si rilancia l'economia e si creano nuovi posti di lavoro. Al contrario, in questo modo, si corre il rischio di far scomparire una rete commerciale di piccoli esercizi a tutto vantaggio della grande distribuzione. Da decenni, ormai, il settore delle piccole imprese è stato tartassato e messo in seria difficoltà da una miriade di norme tributarie e legislative che ne hanno solo impedito la crescita. Negli ultimi tre anni più di 90 mila piccole imprese hanno chiuso i battenti e altre 100 mila si prevede che chiuderanno da qui al 2015 con una paerdita di 240 mila posti di lavoro. Nelle vie delle città si moltiplicano i cartelli vendesi e affittasi e le serrande chiuse testimoniano più dei numeri la profondità della crisi che investe le imprese del commercio. A tal proposito, è bene ricordare che questa crisi è la drammatica dimostrazione che una economia senza regole può solo produrre danni”.
“Va detto, inoltre –aggiunge Passeri- che gli esercizi di vicinato non sono soltanto lo scheletro portante della nostra economia, ma anche coloro che garantiscono la socialità, la vitalità e la sicurezza delle nostre città. Una vetrina che si spegne è un centro storico che, a poco a poco, muore ed un territorio che sempre più si impoverisce di attrattive e di servizi. Le botteghe nei centri storici, nei quartieri e nei piccoli paesi hanno avuto ed hanno una funzioni sociali di servizio diffuso al consumatore, relazioni sociali, vivibilità degli spazi urbani ed elevamento della qualità della vita fondamentali, che andrebbero utilizzate come elemento di integrazione e di sviluppo con il turismo e con la cultura e che invece, oggi, rischia di scomparire per sempre”.
“Per questi motivi, Confesercenti ha chiesto alla Regione Marche di opporsi al decreto sulle liberalizzazioni degli orari, in quanto materia di competenza regionale e di sollevare l’illegittimità del provvedimento. Solo così –conclude Passeri- sarà possibile tutelare il territorio e il futuro di tanti lavoratori”.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Gennaio 2012 15:34
 

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