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Fano - Un appello ai sindaci contro l’abusivismo nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Lunedì 27 Febbraio 2012 00:00

Pier Stefano FiorelliStop all’abusivismo nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi: è l’appello che il vicepresidente della Confesercenti di Fano e provinciale, Pier Stefano Fiorelli (foto) lancia ai sindaci dei Comuni di Fano, Cartoceto, Saltara, Mondolfo, San Costanzo attraverso una lettera che denuncia la diffusione del fenomeno sul territorio e sollecita un incontro urgente per analizzare la situazione e valutare interventi condivisi.
“Abbiamo letto sulla stampa dei controlli che la Guardia di Finanzia ha effettuato in questi giorni sul territorio –spiega Fiorelli- e delle sanzioni che, giustamente, sono state inflitte a chi non ha rispettato la legge, omettendo l’emissione dello scontrino (segnaliamo con soddisfazione, per altro, che a Fano la grandissima maggioranza degli operatori è risultata in regola). Accanto a queste violazioni, che, lo ripetiamo, vanno sanzionate e perseguite, esiste, però, un mondo sommerso di attività abusive operanti nel settore della somministrazione degli alimenti e bevande, che mette a rischio il futuro di molte imprese e centinaia di posti di lavoro.
“Ci riferiamo a tutto quel movimento di ristorazione e di intrattenimento che si sviluppa intorno a feste e catering organizzati da privati, circoli, club anziani ecc. che, troppo spesso, sfugge ai controlli e alle regole vigenti. Vogliamo sottolineare che tutti i locali pubblici operanti nel rispetto della legge rappresentano una risorsa per i cittadini e per il territorio, oltre che luoghi importanti di aggregazione e di socialità. Non contestiamo questi ultimi, quindi, ma chi lavora senza le dovute autorizzazioni e senza alcun rispetto per le normative di sicurezza, fiscali, igienico – sanitarie, di gestione del personale e per tutti quelli obblighi che sono chiamati ad adempiere gli operatori di settore.
“Consideriamo ad esempio –prosegue Fiorelli- cosa succede nelle tante feste private organizzate sulle spiagge e nelle ville, soprattutto in estate o proprio nel periodo di Carnevale. La maggior parte degli avventori sono giovani, anche minorenni: chi garantisce la loro sicurezza soprattutto nel caso ci sia stato un abuso di alcolici (cosa non rara di questi tempi)? Chi ha il controllo di queste iniziative auto-gestite, che non si svolgono mai, né nello stesso luogo, né con un calendario preciso? I nostri baristi sono sottoposti –giustamente- a molteplici controlli perché non somministrino alcolici ai minori, né dopo una certa ora. Nel caso di feste private, come si può essere certi che gli addetti alla vigilanza abbiano il quadro della situazione e possano garantire il rispetto di tali regole? Lo stesso vale per la verifica delle necessarie condizioni di igiene, tutela e sicurezza del personale e delle persone coinvolte, di tutte le garanzie legate all’insonorizzazione e all’idoneità dei locali ecc. “Sia chiaro –puntualizza Fiorelli- non condanniamo chi si organizza autonomamente per iniziative private. La nostra denuncia scatta, invece, nei confronti di chi utilizza uno strumento di aggregazione per realizzare eventi di carattere imprenditoriale, senza pagare le tasse, né i costi di investimento e aggirando tutti i controlli richiesti a chi lavora alla luce del sole e nel rispetto della legge. Un fenomeno questo che, negli ultimi anni, ha fatto registrare una vera e propria ‘escalation’, generando, situazioni di concorrenza sleale e aprendo un problema concreto sul fronte della sicurezza.
Il problema ora si complica con il Decreto Semplificazione introdotto dal Decreto Monti laddove si prevede che, in occasione di sagre ed altre manifestazioni similari, la somministrazione temporanea di alimenti e bevande possa essere svolta senza il possesso dei requisiti soggettivi, non solo di quelli professionali, ma, addirittura, di quelli morali. Ciò espone i consumatori a rischi veramente seri e crea una enorme disparità di trattamento rispetto alle imprese del settore che operano in maniera stabile e con i requisiti professionali richiesti. Su questo, Confesercenti sta facendo azione sindacale sia sul territorio sia a livello nazionale.
“Se la ristorazione è, come dicono tutti, un settore di eccellenza per questo paese –conclude Fiorelli- non andrebbe tutelato invece che ‘svenduto’ in questo modo? Rivolgo la domanda ai nostri amministratori nella speranza di ricevere una risposta concreta a difesa del territorio, delle sue imprese e di tutti i cittadini”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Febbraio 2012 12:44
 

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