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Pesaro - Porto: torniamo alla concertazione, perché tutti possano lavorare in tranquillità PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Lunedì 11 Giugno 2012 00:00
E sull’impatto che il muro di contenimento previsto nel molo di ponente avrà sul paesaggio, interviene Giuseppe Cofano: “Difendere il bello non è un optional”

Cercare un’intesa che permetta a tutti di lavorare in tranquillità: questa la richiesta di Confesercenti in merito all’attività dei locali che operano in zona porto, contro i quali hanno polemizzato nei giorni scorsi, sulla stampa, hotel e titolari di stabilimenti balneari: “Occorre evitare assolutamente lo scontro tra categorie, albergatori contro baristi, baristi contro bagnini e via discorrendo –afferma il direttore provinciale Roberto Borgiani- che in questo momento di crisi non aiuta nessuno e tornare a una fase di concertazione invece che alla repressione o alla spada di Damocle di ossessivi controlli. In merito agli orari di apertura e di utilizzo della musica nei locali, oltre che in relazione alla tutela del decoro urbano e al rispetto dell’ordine pubblico, è ovvio che l’Amministrazione deve far rispettare le regole, allo stesso modo, però, è doveroso che i locali che le rispettano possano operare in tranquillità, senza essere continuamente sotto l’occhio del ciclone.
Anzi, è compito del Comune mettere questi ultimi nelle condizioni di poter esercitare al meglio la propria attività. Si ragioni, ad esempio, se è possibile migliorare l’accessibilità e potenziare i parcheggi nell’area portuale, applicare tecniche di contenimento dei rumori, garantire orari di apertura che rispettino le esigenze di tutti i soggetti coinvolti. Si possa, insomma, raggiungere un’intesa che non danneggi nessuna categoria e che garantisca a tutti, visti i tempi che corrono, la possibilità di lavorare, che è la priorità delle priorità”.
Sulla questione del muro di contenimento previsto dai lavori per il nuovo molo, interviene Giuseppe Cofano presidente provinciale Fiepet Confesercenti e concessionario della struttura che oggi ospita il Moloco: “Una doppia veste che non genera alcun conflitto di interessi –specifica- perché parlo prima di tutto nell’interesse della città. Sull’opera, che andrà a modificare irrimediabilmente il paesaggio di una delle zone più belle di Pesaro, ho letto commenti anche sarcastici che mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Più che legittimo è lavorare per lo sviluppo di Pesaro e della sua economia –all’interno della quale il nuovo porto sarà, ci auguriamo, una pedina importante- ma legittimo è anche chiedersi: davvero non ci sono alternative? Davvero l’opera, pensata anni fa, oggi è ancora valida, considerato che anche alcuni esperti sostengono l’inutilità del muro di contenimento?
Da una parte ci sono questi dubbi, dall’altra una certezza: il paesaggio è componente essenziale della nostra economia ed è ciò che qualifica la nostra offerta turistica, così come la difesa del bello –nel quale rientra a pieno titolo anche un tramonto sul mare- non è un vezzo da esteti, ma uno degli aspetti che fanno la ricchezza di una città, dei suoi abitanti e di un intero paese”.


Ultimo aggiornamento Martedì 12 Giugno 2012 16:47
 

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