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Home NOTIZIE News - Ultime dalla Redazione Pesaro e Urbino - Promozione Eni: la verità, per favore!
Pesaro e Urbino - Promozione Eni: la verità, per favore! PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Mercoledì 27 Giugno 2012 00:00
Intervento del Direttore Confesercenti Pesaro e Urbino, Roberto Borgiani

La pubblica opinione, fortemente influenzata da diversi fattori, ha accolto con attenzione la proposta di ENI, poi seguita da altre compagnie, di abbassare il prezzo di benzina e gasolio nelle stazioni dotate di self service il sabato pomeriggio e tutta la domenica. In effetti per molti automobilisti è stata l'occasione per fare il pieno risparmiando qualche euro in più di quanto avrebbero pur potuto ottenere nelle normali condizioni di rifornimento tramite self service.Quello che nessuno ha spiegato agli utenti sono le violazioni di legge che tale pratica comporta e le condizioni alle quali debbono sottostare i gestori aderenti, molti controvoglia, all'iniziativa.
Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
Il contratto sottoposto da ENI ai gestori impone loro di restare sul piazzale a disposizione dei clienti  per il cambio banconote e l'assistenza al self 11 ore il sabato pomeriggio/sera dopo aver lavorato altre 6 ore la mattina e 17 ore continuative la domenica. La cosa comporta una chiara violazione della normativa sulla turnazione prevista dalla legge regionale in materia e dal regolamento esecutivo che prevede il turno infrasettimanale di riposo il sabato pomeriggio, la turnazione domenicale e festiva, un orario massimo di apertura con il gestore di non più di 62 ore. Comporta inoltre la violazione degli accordi nazionali sottoscritti fra le compagnie e le organizzazioni dei gestori sulle modalità normative ed economiche di gestioni degli impianti annullando con un atto unilaterale anni di dure lotte per conquiste sindacali irrinunciabili. L'iniziativa in questione comporta infine un grave problema per la sicurezza degli impianti e dei gestori esposti al rischio di rimanere sul piazzale fino a mezzanotte senza nessuna copertura assicurativa.
Serve un altro morto sugli impianti per abbandonare questa assurda imposizione?
I gestori ENI e quelli delle altre compagnie che subiscono tali imposizioni, già impoveriti dal calo dei volumi di vendita e dall'aumento dei costi di gestione non avranno alcun vantaggio e ne subiranno conseguenze economiche pesanti che aggraveranno la situazione generale di difficoltà in cui si stanno trovando per l'erosione dei loro margini che sulla vendita dei carburanti sono ormai quasi azzerati. A tutto ciò si aggiunga che l'ENI ammette di fare questa promozione in rimessa (ha qualcosa da dire in proposito il Governo che possiede il 30 % di quel gruppo?): rimessa che un giorno o l'altro il contribuente sarà chiamato a ripianare probabilmente (beffa delle beffe) con un nuovo aumento delle accise. Ovviamente fanno bene gli automobilsti ad approfittare delle migliori offerte commerciali. Nulla questio!
Ma è bene che si sappia che non è questo il modo migliore per ottenere una seria riorganizzazione della distribuzione carburanti che consenta davvero di arrivare alla effettiva diminuzione del prezzo alla pompa.
Ben altro potrebbero fare le compagnie petrolifere che acquistano, raffinano e vendono in sostanziale regime di oligopolio e tutt'oggi, nonostante il calo del costo del petrolio, non possono o non vogliono abbassare il prezzo dei carburanti, non solo nelle promozioni, ma a regime e per tutti come invece potrebbe accadere e accade nel resto d'Europa.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Luglio 2012 08:30
 

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