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Pesaro e Urbino - Il piano di ridimensionamento di Poste Italiane preoccupa Confesercenti: “Disagi per anziani e imprese. Un territorio sempre più impoverito” PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Lunedì 16 Luglio 2012 00:00
Confesercenti esprime forte preoccupazione per la possibile chiusura di ben 15 presidi postali nella Provincia di Pesaro e Urbino, prevista dal piano di ridimensionamento presentato da Poste Italiane.

“Esprimiamo tutta la nostra disapprovazione rispetto a un progetto di questo genere –afferma il direttore Confesercenti di Pesaro e Urbino Roberto Borgiani- che, se messo in atto, andrà ad impoverire il tessuto di servizi offerti ai cittadini sul territorio, creando seri disagi non solo alla popolazione anziana, ma anche alla rete di piccole e medie imprese della provincia.
Nel primo caso, 5 o 6 km in più da percorrere per una persona che non guida, che fa fatica ad utilizzare i mezzi pubblici e che non può contare sull’aiuto di famigliari o conoscenti, diventano un’enormità e semplici operazioni, come ritirare la pensione o effettuare un pagamento, si trasformerebbero in un vero e proprio problema.

“Problematiche analoghe –continua Borgiani- le vivrebbero i tanti operatori che utilizzano quotidianamente lo sportello postale per la gestione delle mille incombenze amministrative, fiscali e contabili che immancabilmente riguardano un’azienda. Fare chilometri e doversi recare anche in un altro Comune –è ciò che potrebbe verificarsi per certe realtà dell’entroterra- per effettuare il semplice pagamento di un bollettino significherebbe perdere tempo e denaro, ed in una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando vorrebbe dire mettere ulteriormente in difficoltà le pmi operanti sul territorio”.

Secondo Confesercenti, però, oltre al risvolto pratico, ci sarà anche una grave ricaduta in termini di socialità: “In alcune realtà della provincia, pensiamo ad alcuni piccoli Comuni dell’entroterra –aggiunge Borgiani- l’ufficio postale è più di un servizio tecnico, è anche un punto di riferimento a livello sociale, un luogo che fa parte del paesaggio familiare e quotidiano, come può essere la scuola, il Comune, la piazza. Non è un aspetto da sottovalutare, questo: togliere un servizio ai cittadini non significa soltanto rendere loro la vita un po’ più scomoda, ma soprattutto lasciarli un po’ più soli”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Luglio 2012 08:27
 

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