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Fano - Mega outlet a Mondolfo: Confesercenti e Confcommercio presentano in Comune le osservazioni contro la variante PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Martedì 11 Settembre 2012 00:00
Effetti devastanti per l’occupazione e per la qualità della vita, pesante cementificazione, aumento esponenziale del traffico e dell’inquinamento, nessun effetto positivo per il movimento turistico: sono queste, in sintesi, le osservazioni che Confesercenti e Confcommercio della provincia di Pesaro e Urbino hanno presentato al Comune di Mondolfo per ribadire ufficialmente il proprio ‘no’ alla variante che prevede un nuovo mega outlet alle porte della città.

Le associazioni sottolineano come, con la delibera approvata dall’Amministrazione Comunale ‘con inesistenti criteri di urgenza e di pubblica utilità’, si intenda realizzare una struttura commerciale ‘che comporterà unicamente la chiusura di tutte le attività del settore moda e abbigliamento di un territorio molto vasto, pari almeno a quello delle province di Pesaro e Urbino, e di Ancona’, con ‘effetti devastanti per l’occupazione e per la qualità della vita e l’offerta di servizi commerciali delle nostre città’. A sostegno di tale posizione Confesercenti e Confcommercio spiegano come ‘tutte le esperienze di outllet o FOC (Factory Outlet Center) realizzate oggi in Italia abbiano avuto come conseguenza la desertificazione dei centri storici, la chiusura di migliaia di attività commerciali (come certificato ufficialmente anche dal Ministero delle Finanze) e un bilancio negativo in termini di occupazione.
Se si fa infatti l’ipotesi di un negozio all’interno dell’outlet strutturato su due dipendenti (anche se con la gestione unitaria del FOC tale numero è assolutamente elevato!), i piccoli negozi in media ne occupano almeno tre (due familiari e un dipendente). Se si fa un bilancio sull’ipotesi che all’interno dell’outlet vengano ospitate almeno 130 unità commerciali e che nell’area di attrazione del FOC andranno in crisi non meno di 400 negozi tradizionali, è facile constatare come in termini occupazionali avremo una perdita di almeno 940 posti di lavoro (tra autonomi e dipendenti)’.

L’apertura dell’outlet non avrà alcun effetto positivo nemmeno sul turismo: ‘In tutti i territori in cui sono stati realizzati outlet negli ultimi anni –proseguono le associazioni- non si è avuto alcun aumento di presenze turistiche in virtù della caratteristica dei frequentatori degli outlet che nella stragrande maggioranza dei casi raggiungono il centro dei vicini caselli autostradali e dopo aver effettuato gli acquisti rientrano nelle proprie residenze. Senza lasciare alcunché sul territorio!’ Insomma, anche a livello di accoglienza, il mega centro commerciale non porterà beneficio né alle strutture ricettive né ai ristoranti del territorio –difficile ipotizzare che i visitatori usufruiscano di punti ristoro esterni e non di quelli che saranno disponibili nella struttura e ancor più improbabile è che qualcuno prenoti un soggiorno alberghiero per poter effettuare acquisti in un negozio di abbigliamento- mentre gli unici effetti prodotti saranno un aumento del traffico e dell’inquinamento.

Per questi motivi Confesercenti e Confcommercio chiedono al Comune di Mondolfo di ripensare la scelta e di rinunciare alla realizzazione dell’outlet, impegnandosi a promuovere, in caso contrario, ulteriori mobilitazioni ed iniziative di protesta. Le associazioni fanno appello, inoltre, ai singoli Consiglieri Comunali, alle forze politiche e alle istituzioni di grado superiore Provincia e Regione, perché valutino bene le motivazioni che sono state riportate.
 
Ultimo aggiornamento Martedì 11 Settembre 2012 08:44
 

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