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Fano - Fano/Grosseto: no all’ipotesi di pedaggio o chiusura delle uscite PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Lunedì 22 Ottobre 2012 00:00

Intervento di Pier Stefano Fiorelli presidente Confesercenti Fano e Ilva Sartini direttore Confesercenti Fano

Si concretizza finalmente il completamento della Fano-Grosseto. In tal senso, riconosciamo e apprezziamo l’attivismo dell’Ente provinciale e anche l’intervento del Governatore Spacca, a favore di un’infrastruttura bloccata ormai da decenni e che è, invece, strategica per il nostro territorio, perché costituirebbe un vero e proprio corridoio trasversale di collegamento, sia con Roma, sia con il Tirreno.


Alcuni aspetti, però, ci preoccupano fortemente: il primo è che nella modalità di realizzazione dell’opera sarebbe prevista la chiusura di tutte le uscite del tratto già completato, ovvero quello che corrisponde all’attuale superstrada fino all’altezza di Fossombrone est.
Su questa ipotesi, siamo d’accordo col sindaco Aguzzi, che, in occasione del convegno sulla logistica, ha motivato con argomenti assolutamente condivisibili la sua netta contrarietà. Ormai da tempo, infatti, la vallata del Metauro è divenuta una grande area industriale ed anche una zona residenziale molto viva e vitale anche grazie al fatto che il collegamento con Fano è ben servito. Chiudere gli svincoli esistenti significherebbe isolare l’economia di un’ampia zona dell’entroterra, oltre che privare i cittadini di un servizio essenziale quale quello di una facile accessibilità al territorio circostante. Per non parlare della ricaduta di traffico sull’antica Flaminia, area urbanizzata e strada assolutamente inadatta a ricevere gli attuali flussi veicolari.

Il secondo motivo di preoccupazione è la possibilità che sulla superstrada fino a Fossombrone sia imposto un pedaggio. La ricaduta sull’antica Flaminia sarebbe automatica. Tra l’altro, come il vicepresidente della provincia Davide Rossi, ci chiediamo come possa un privato mettere a pagamento un tratto di strada già pagato dalla fiscalità pubblica e, quindi, dai cittadini.

In conclusione, riteniamo che il cofinanziamento da parte dei privati, non può significare abbassamento dei servizi per il territorio fanese e per le sue imprese, né peggioramento della qualità della vita per i cittadini.
In termini di funzionamento, quindi, il tratto di superstrada in questione va lasciato così com’è, senza pedaggi, né chiusure. Le Amministrazioni locali, in particolare la Provincia di Pesaro e Urbino, si facciano portavoce di queste preoccupazioni che provengono da più parti, e noi saremo al loro fianco.

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Ottobre 2012 09:49
 

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