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Fano - Variante ex zuccherificio: Confesercenti presenta le proprie osservazioni all’Amministrazione comunale PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Venerdì 12 Luglio 2013 00:00
Turismo, ambiente, rapporto con il paesaggio: sono queste secondo Confesercenti le parole chiave per ripensare tutto il progetto dell’area ex zuccherificio a Fano.

Nelle osservazioni alla variante, presentate all’Amministrazione comunale, l’associazione ha chiesto che il riutilizzo dell’area risponda alle reali esigenze della città, profondamente mutate in questi anni vista la quasi totale scomparsa del settore secondario (nautica) dal quale derivava gran parte dell’occupazione, e la crisi mondiale, ormai strutturale, che impone una riconversione dei distretti produttivi.
Esigenze che oggi fanno capo a comparti diversi da quello commerciale, a Fano e nelle Marche già sovradimensionato rispetto alla domanda, tanto più se si considera il calo irreversibile dei consumi ed i decrementi economici ed occupazionali registrati da tempo da tutte le tipologie di attività operanti nel settore.
Esigenze che si legano, invece, allo sviluppo del turismo, da tutti considerato come possibile volano per la ripresa eppure ancora scarsamente valorizzato: Fano non è dotata di infrastrutture adeguate né di una propria ‘cifra’ in grado di renderla competitiva sul mercato dell’accoglienza.

Nell’area dell’ex zuccherificio, quindi, giudicata strategica per il ridisegno della città e per la sua economia, l’associazione chiede che sia previsto un sistema integrato di funzioni e corretti rapporti dimensionali dell’edificato che esaltino le qualità ambientali del sito ed il rapporto con il paesaggio del tutto eccezionale quale quello della foce del Metauro. Nello specifico, la richiesta è di insediare un centro per le eccellenze del territorio, in particolare enogastronomiche ed artigianali. Parte delle superfici disponibili, inoltre, dovrebbero essere destinate ad un polo tecnologico a servizio del settore produttivo primario e secondario, dello studio e ridisegno del turismo, dell’ambiente e di altri settori innovativi, a centro sportivo integrato e centro per la convegnistica e ad artigianato di servizio e direzionale.

Fondamentale poi per Confesercenti ridurre i metri quadrati di superficie commerciale che dovrebbero passare dagli attuali 7.500 ai 5.000 totali, comprensivi, quindi, di aree espositive e magazzini, da svilupparsi organicamente con il comparto attiguo, in gran parte di proprietà pubblica. Le funzioni commerciali, inoltre, andrebbero pianificate in maniera dettagliata per non correre il rischio di affiancare generi del tutto dissimili – ad esempio un gommista accanto ad un alimentari -con conseguenze negative sulla reale fruibilità e sull’immagine architettonica ed ambientale complessiva.
Si chiede, infine, che l’approvazione definitiva della variante sia frutto di un’idea e di un progetto complessivi foriere di nuova qualità urbana e di interesse per l’economia e lo sviluppo del territorio.
Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Luglio 2013 11:47
 

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