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Fano - Scelta sbagliata e miope sull'ex zuccherificio PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 19 Dicembre 2013 00:00

Intervento di Tiziano Pettinelli, direttore Confesercenti Fano

Abbiamo perso una battaglia, ma la guerra continua. La variante in zona ex zuccherificio a Fano, così come è stata approvata dal Consiglio Comunale, dovrà essere sottoposta alla valutazione finale della Provincia, alla quale manifesteremo, fino all’ultimo, tutte le nostre buone ragioni. L’Ente provinciale avrà la facoltà di verificare la congruenza del progetto e di giudicare se in quell’area sono previste realmente medie strutture di vendita o se, invece, -come noi crediamo da tempo- si tratti soltanto di grande distribuzione camuffata.

Il tentativo di indorarci l’amara pillola con lo stralcio di 10.000 metri quadri di magazzini è soltanto un pannicello caldo: che quei 10.000 metri quadrati vadano effettivamente a ridurre il commerciale è tutto da verificare e, comunque, restano oltre 13.000 metri quadrati tra magazzini e superfici destinate alla vendita che, in questo momento di crisi, sono un’eresia. Nessuno, quindi, canti vittoria per questo risultato, che è soltanto il tentativo maldestro di mascherare una scelta politica nefasta per il territorio: quella di aprire le porte alla grande distribuzione, invece di salvaguardare le attività di vicinato che ancora esistono e resistono, malgrado tutto, in questo paese, e sulle quali si basa l’economia, il tessuto sociale, la vivibilità e la sicurezza delle nostre città.

Si è cercato in questi anni di gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica con la carta del lavoro e della contrapposizione tra categorie, dicendo, da una parte, che la variante porterà nuova occupazione e, dall’altra, che non si possono favorire i commercianti togliendo lavoro agli artigiani. In realtà gli interessi coincidono se le scelte politiche sono coerenti: tra le tante osservazioni alla variante, le proposte valide per creare nuovi posti di lavoro e per andare incontro alle richieste di commercianti e di artigiani c’erano, ma il Consiglio Comunale ha preferito non ascoltarle.

Nessun paletto, infine, è stato messo alla società proprietaria dell’area anzi, la scelta di convertire i 10.000 metri quadrati di magazzini a spazi per lo start-up d’impresa e per la sanità pubblica, ne aumenterà il valore a favore proprio di chi costruisce.

E’ stata scelta, insomma, la strada più facile: quella commerciale, non quella dello sviluppo del turismo, magari legato allo sport e alla convegnistica, non quella delle eccellenze locali o di aree destinate all’artigianato di servizio e direzionale. Una vera e propria forzatura se si pensa che gli spazi commerciali dell’ex zuccherificio vanno a sommarsi alle altre migliaia di metri quadrati di vendita previsti in viale Piceno, proprio di fronte, e in zona Forcolo. C’è un quadro d’insieme, un progetto unitario dietro a queste scelte? O si procede, come ci sembra, per compartimento stagni, senza alcuna pianificazione commerciale complessiva?
Chi ha portato avanti queste decisioni, sbagliate e miopi, che peseranno sulla città negli anni futuri, dovrà assumersene le responsabilità.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Dicembre 2013 12:29
 

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