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Pesaro - MISSIONE UMANITARIA PRO KOSOVO PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Mercoledì 05 Febbraio 2014 00:00

PESARO MOBILITATA PER UNA RACCOLTA UMANITARIA.

ORA ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO. AIUTACI ANCHE TU! INSIEME PER IL KOSOVO.

 

 

 Il progetto “MISSIONE UMANITARIA PRO KOSOVO” è un’iniziativa di solidarietà e di sostentamento nata da una proposta del Cavaliere Paolo Gorga, che vive a Pesaro, e la cooperazione della CIMIC, del MSU Carabinieri di Pristina, della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio attraverso il suo Delegato Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli e i Cavalieri e benemeriti Pietro De Donno, Antonio Di Benedetto, Jacopo Passaquieti, Giuseppe D’Amico, Stefano Caldato, Sergio Conforti e
Vittorio Panzieri. La Provincia di Pesaro ed Urbino ha poi prontamente aderito a questa iniziativa.

La missione nasce per “aiutare e sostenere i bambini poveri, ammalati, senza istruzione o che hanno subito violenze fisiche o morali, dando quindi loro l’opportunità e la speranza di una vita realmente degna”, oltre che per “raccogliere materiale” per sviluppare progetti educativi.

Tre sono i progetti da portare avanti:
La creazione della “LUDOTECA S.M.O.C.” all’interno della “casa di Radulloc”, nel villaggio di
Zllakuçane, nel Comune di Klina, che accoglie in affido circa 35 bambini orfani o abbandonati; la
“casa di Radulloc” è gestita dalla Caritas Umbria in Kosovo e da lì coordina tutti i progetti e le
attività in corso in questo villaggio nel quale quasi il 40% della popolazione vive in condizioni di
povertà e moltissimi sono i bambini orfani o abbandonati a causa del conflitto.

Il secondo progetto è la realizzazione di una “piccola falegnameria”, sempre all’interno della “casa di Radulloc”. Qui, dal 2010, sono iniziati i lavori per la costruzione di una nuova struttura, più
ampia e funzionale, che sostituirà quella di Radulloc: gli spazi, più ampi e moderni, permetteranno
l’allestimento di laboratori (falegnameria, officina meccanica…) e l’avvio di attività collegate
all’agricoltura e all’allevamento (produzione di latticini, lavorazione delle carni…). Queste attività
permetteranno alla casa di autosostenersi e offrirà ai ragazzi più grandi l’opportunità di mettersi alla
prova nel mondo del lavoro e gettare così le basi per il loro futuro. Attualmente nella “casa di
Radulloc” sono ospitati circa 35 minori appartenenti a diverse etnie: albanesi, serbi e montenegrini.

Il terzo progetto è a creazione di una “piccola sartoria all’interno della casa protetta di
Gnjilane”
, che ospita donne e bambini vittime di violenza domestica; l’obiettivo è offrire a costoro
l’inserimento in un percorso lavorativo e di orientamento professionale. Le conseguenze generate
dalla violenza domestica sono infatti particolarmente gravi e dolorose, sia per le vittime che per
l’intera comunità: ne derivano, per le vittime, seri problemi di salute fisica e psicologica, cui le
famiglie non riescono a sopperire, fino ad arrivare a casi di suicidio e/o omicidio. Assieme al
traffico di essere umani, quella di stampo domestico si configura, pertanto, come una delle forme
più diffuse di violenza contro donne e bambini nel Paese. Anche per questo motivo, secondo
l’UNDP, il Kosovo detiene, insieme alla vicina Albania, il triste primato di avere l’indice di
sviluppo di genere più basso di tutta la regione balcanica. Attualmente lo Stato, che sta lentamente
consolidando il processo di ricerca e di autonomia successivo alla guerra con la Serbia, rimane
ancora il Paese più povero dell’area balcanica, e la fase di ricostruzione – sia sul fronte sanitario che
su quello economico – è ancora piuttosto critico e difficile da superare.

Di fianco agli ospedali pubblici, ancora risalenti all’epoca comunista, sono sorte cliniche private per
i nuovi ricchi, inaccessibili alla gente comune; inoltre le scuole fatiscenti e la carenza di strutture
pubbliche, inadeguate agli innumerevoli bisogni sociali, spingono le famiglie con i loro bambini, le
donne sole e vittime di violenze, gli orfani, a cercare aiuto presso i volontari e le Istituzioni
Internazionali civili, militari e religiose. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il Cavaliere
Gorga a costituire un network di collaborazioni con l’obiettivo di migliorare e coordinare
l’identificazione e l’invio dei materiali
attraverso una rete di contatti e di cooperazione tra le varie
istituzioni coinvolte e di ottimizzare l’organizzazione logistica ed operativa con la convinzione che
l’aiuto dato ai bisognosi non dia sollievo soltanto a chi soffre ma contribuisca anche al benessere
dell’intera comunità.

Il “progetto Kosovo” prevede che siano verificati direttamente i concreti effettivi avanzamenti di ciascun singolo progetto attraverso l’invio sul campo di esperti e volontari che potranno toccare con mano i risultati raggiunti grazie alla solidarietà e renderli pubblici attraverso report periodici. Il
materiale raccolto verrà ritirato personalmente dai militari del Reggimento MSU di Pristina in
Kosovo e caricato su mezzi militari, ai quali nel viaggio di rientro in Kosovo si uniranno il Delegato
Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, il responsabile del progetto Cavaliere Paolo Gorga e una
piccola delegazione di Cavalieri e Benemeriti SMOC. I rappresentanti italiani che si recheranno a
Pristina saranno ospiti presso il Reggimento Carabinieri MSU attualmente comandata dal
Colonnello Gregorio De Marco, e saranno ricevuti in visita anche dal Generale di Divisione
Salvatore Farina, Comandante della NATO Kosovo Force.

La missione, dunque, concentrerà il suo impegno in tre ambiti di intervento: servizi alla prima
infanzia, contrasto all’abbandono scolastico, inserimento lavorativo dei giovani e sostentamento alle donne in difficoltà.

Oggetto della raccolta sono derrate alimentari a lunga conservazione, come pasta, riso, olio in
contenitori da cinque litri, tonno, latte, farina, salsa, zucchero, sale, scatolame, ecc..; prodotti per
l’igiene della persona e della casa; pannolini per bambini; abbigliamento e calzature per adulti e per
bambini; materiale didattico come zaini, quaderni, matite, colori; giocattoli; materiale per la
realizzazione di una piccola falegnameria quali morsetti di varie misure, trapani, levigatrici, seghe
elettriche, ecc.; strumenti musicali; macchine da cucire, stoffe, filo, aghi, e tutto l’occorrente per
cucire, da destinare alla casa protetta di Gnjilane; libri per ragazzi – dai più piccoli ai più grandi –
per la realizzazione della “Ludoteca S.M.O.C.”; librerie o mobilio per contenere giocattoli e libri;
televisori, videoregistratori, lettori dvd, lavagne. Queste sono le attività progettuali che saranno
portate avanti, affinché i diritti di tutti vengano riconosciuti; si lavorerà con una strategia fondata sui
bisogni, con programmi di sviluppo umano e sostenibile:
perché nel loro futuro, e in quello di tutti
noi, ci sia sempre più spazio per la speranza.

Abbiamo bisogno anche del Tuo aiuto. Aiutaci anche Tu!

Per maggiori delucidazioni è stata attivata la mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. dove è possibile
chiedere ulteriori informazioni sulla missione in Kosovo. Il termine ultimo per aderire all’iniziativa è il 20 Aprile 2014.

IL RESPONSABILE DEL PROGETTO
Cav. Dott. Paolo Gorga

E' possibile portare i materiali e le derrate alimentari oggetto della raccolta anche nella sede Confesercenti di Pesaro in Via Salvo D'acquisto 7, di fronte alla Caserma provinciale dei Carabinieri (riferimento Barbara Della Fornace). 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Febbraio 2014 11:28
 

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