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Regione Marche - Lettera aperta ai sindaci delle Marche PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Giovedì 19 Giugno 2014 00:00

di Ilva Sartini, direttore Confesercenti Marche

Prendo spunto dal provvedimento del Comune di Pesaro “No tax Area”, grazie al quale le nuove imprese  che si insedieranno in città potranno godere di esenzione da tutti i tributi comunali per i primi tre anni, per rivolgere un appello a tutti gli amministratori marchigiani e  chiedere loro  la  più grande attenzione ai problemi  delle piccole e piccolissime imprese in particolare quelle commerciali ovunque  insediate , sia nei centri  storici che nei  quartieri.
La recentissima assemblea nazionale di  Confesercenti ci ha offerto uno spaccato impietoso della situazione del commercio:  in seguito alla crisi del mercato interno, infatti, nel biennio 2012 2013 la spesa per acquisti delle famiglie è calata di 28 miliardi e mezzo, con una conseguenza devastante su PIL ed occupazione. Anche le Marche vivono tutta la drammaticità di questa situazione, tanto che i saldi fra aperture e chiusure dei negozi sono ancora negativi,  la disoccupazione negli ultimi anni è triplicata e quella giovanile è arrivata al 36%.
Per questo non vanno sottovalutati gli interventi del Governo, a partire dal bonus di 80 euro: il bonus ridarà fiducia  ed aiuterà il rilancio della spesa delle famiglie. Confesercenti prevede una crescita dei consumi di 3,1 miliardi nel 2014  e  5,1 nel 2015: serviranno a dare ossigeno, se ne potrà avere un effetto ancora maggiore  se verranno – come auspichiamo – estesi  a pensionati e lavoratori autonomi;  tuttavia  non basteranno a fermare la  moria dei negozi e la sofferenza di quelli che restano aperti.

Dall’assemblea è venuta forte la richiesta di altri provvedimenti urgenti per far riprendere l’economia e salvare le PMI : in particolare meno tasse per favorire maggiori investimenti, più credito che è in calo continuo ormai da 25 mesi,minor spesa pubblica, minor burocrazia, lotta all’abusivismo,rilancio dell’occupazione.
Occorre però che ognuno faccia la sua parte e che dunque si operi anche un taglio deciso alle imposte locali. L’eccesso di prelievo  in Italia è figlio di una spesa pubblica tracimante, causata anche dalla riforma del Titolo V che ha dato il via libera a 23 mila centri di spesa:  ed allora anche a livello periferico bisogna procedere con maggior decisione ad accorpamenti dei servizi, chiusure di Enti derivati e società.
Non è cioè sufficiente a salvare le imprese il pur indispensabile e radicale intervento a livello centrale: qualche esempio è illuminante: fra IMU e Ici sui beni strumentali il prelievo 2013  è stato di 6,9 miliardi; nel 2014 potrebbe toccare gli 8,5; nel 1990 le imposte locali assorbivano l’equivalente di 8 giorni di lavoro; nel 2013 26 giorni  e cioè sono più che quadruplicate.
Dal 2009 al 2013 il prelievo locale è cresciuto di circa 20 miliardi; quello centrale  di 14 miliardi:  34 miliardi in  meno per redditi, investimenti e consumi.

Chiediamo, allora, a tutti i livelli,  un nuovo Patto Fiscale che preveda, per i prossimi 5 anni , la restituzione di 10 miliardi l’anno a cittadini e imprese.
Ci sono , come dicevo sopra, segnali importanti: a livello centrale dagli 80 euro al mese a 10.000 di cittadini, da estendere  a pensionati ed autonomi; al taglio del costo del denaro da parte della BCE, alla promessa di semplificazioni.
A livello locale l’esempio del pacchetto già citato “riparti Pesaro” quale impegno alla “no tax area” e cioè alla esclusione da tutte le tasse comunali  alle nuove imprese  x tre anni. Molti Comuni devono ancora approvare i bilanci: questo ed analoghi provvedimenti, che possono e ridare fiducia e favorire nuova occupazione nel lavoro autonomo-  spesso unica chance per  l’occupazione giovanile o per il rientro di lavoratori over 45 espulsi dall’industria – chiediamo vengano adottati  in tutte le città e i paesi delle Marche.


 


 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Giugno 2014 08:56
 

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