• Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Confesercenti Pesaro Urbino

mercoledì
feb  20 


 

 

 

 

Home NOTIZIE News - Ultime dalla Redazione Pesaro e Urbino - Saldi, tutto da rifare
Pesaro e Urbino - Saldi, tutto da rifare PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Venerdì 09 Gennaio 2015 00:00

Avvio soddisfacente delle vendite, ma andamento in calo rispetto allo scorso anno. L’opinione di Paolo Pagnini (foto) presidente Confesercenti di Pesaro

A pochi giorni dall’inizio dei saldi, è ancora troppo presto per esprimere una valutazione complessiva sulle vendite. Gli operatori commerciali, però, interpellati da Confesercenti, fanno il quadro della situazione e parlano di un avvio soddisfacente, ma di un andamento generale delle vendite in calo rispetto allo scorso anno, anche del 20%.
Nessun ‘boom’ degli acquisti, insomma, e, invece, la percezione di una reale difficoltà di spesa delle famiglie, che si concretizza nella ricerca del massimo sconto e del prodotto a prezzo stracciato. D’altra parte gli operatori fanno notare che anche a Natale l’acquisto si è limitato per lo più al ‘pensierino’.

Diffusa, inoltre, tra i commercianti è la consapevolezza che pochi giorni di discreti incassi non bastano a risollevare una stagione in rosso, per la quale gli sconti, mai così anticipati come quest’anno, rappresentano, sì, un’interessante opportunità, ma anche un enorme svantaggio, dal momento che cadono praticamente ad inizio stagione, quando ancora i capi invernali risultano per gran parte invenduti.

Sono sempre più numerosi, quindi, gli operatori del commercio che criticano l’attuale impostazione dei saldi, giudicandoli inutili, se non addirittura dannosi: “Così come impostati, da un lato non risolvono la situazione difficile del commercio e, dall’altro, hanno già bloccato in parte le vendite di Natale -commenta Paolo Pagnini, presidente Confesercenti di Pesaro- il quadro va completamente rifondato: occorre ripristinare il vero saldo di fine stagione, quello che si faceva a fine febbraio per svendere la merce prima di doverla riporre in magazzino. E’ vero che i saldi sono organizzati in questo modo ormai dappertutto, non solo in Italia, ma penso anche che, vuoi per la diffusione degli outlet, di internet e del concetto che lo sconto è possibile tutto l’anno, abbiano perso gran parte della loro attrattiva e del loro motivo di esistere così come sono esistiti finora”.

“In base alla mia esperienza di responsabile di due realtà commerciali nelle quali non si effettuano vendite di fine stagione –aggiunge Pagnini- penso che la gente apprezzi di più la scelta di non fare saldi. Il saldo, in fondo, tradisce un patto che tu fai con il cliente che si fida del prezzo che proponi. Insomma, là dove il patto è chiaro, l’amicizia è lunga ed il rapporto tra chi vende e chi acquista si consolida. L’idea di comprare una cosa, sapendo che manterrà il suo valore nel tempo, è un’idea positiva, che piace alla gente. Tutto sommato, poi –conclude Pagnini- il negozio singolo, che non ha il potere contrattuale, né quello promozionale della grande catena o dell’ipermercato, la corsa al prezzo la perde per forza. Senza contare che, per un commerciante, rincorrere una vendita al 70% di sconto significa rimetterci e quindi, alla fine, dover pagare di tasca propria”.

 

 

 

 

 


 

 

 

 


 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Gennaio 2015 08:31
 

MOTORE DI RICERCA

 53 visitatori online

I vantaggi per i soci Confesercenti

QUESTO SITO NON UTILIZZA COOKIE
Seguici su Facebook
da oggi puoi seguirci anche su Twitter

I Nostri Ristoranti

Campagna associativa 2018

Festival Internazionale del Brodetto