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PESARO URBINO - Attività che resistono. Confesercenti: “Le piccole imprese non si arrendono” PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
Sabato 25 Aprile 2020 00:00

Le difficoltà e l’esigenza di ripartire: tra questi due fuochi si muovono gli operatori del commercio, dei pubblici esercizi e del settore ricettivo. “I nostri associati si stanno mettendo in gioco per ripartire in vista della ‘fase 2’ –spiega Tiziano Pettinelli direttore Confesercenti di Fano- sono già operativi molti di coloro che rientrano nelle categorie merceologiche ammesse a riaprire l’attività dal 14 marzo e tanti, tra gli autorizzati per legge, sono rimasti operativi anche durante il picco dell’emergenza. Tutti stanno affrontando enormi difficoltà, logistiche, economiche, di gestione del personale. Difficoltà anche differenti: per gli albergatori ad esempio non c’è soltanto l’obbligo di adeguare gli spazi, ma anche  di sanificare gli ambienti, che avrà un suo costo. Tutto questo in un clima d’incertezza che rappresenta forse il problema più grande per chi deve investire sulla propria attività”.

“I nostri associati però non si arrendono e malgrado tutto, scommettono sul futuro –continua Pettinelli- penso, e ne cito solo alcuni, agli albergatori di Fano e Marotta Gabriele Orazi e Moreno Ragnetti, al loro collega di Urbino Gianluigi Campagna, ai ristoranti e alle gastronomie di Pesaro che si sono organizzati per le consegne a domicilio di Michele Maione, Grazia Borrillo, Luca Toni, all’alimentari di Massimo Bacciaglia, alle attività di abbigliamento come quella di Flora Baldantoni. Ci sembra giusto segnalarli e portarli come esempio di una reazione forte del piccolo commercio di fronte a una crisi che non è soltanto economica. Tutti questi operatori stanno fornendo servizi essenziali per i cittadini, oltre che per la ripresa di questo territorio”.

“Confesercenti –aggiunge Pettinelli- si sta muovendo su più fronti: alla Regione abbiamo già rivolto le nostre richieste per aiutare il turismo da subito e nella fase post emergenza, abbiamo chiesto di consentire a ristoranti e pubblici esercizi abilitati di effettuare anche l’asporto, sull’esempio di quanto già avviene in altre regioni come la Toscana e di posticipare il periodo dei saldi ad agosto per dare respiro al settore dell’abbigliamento.

“A livello comunale –prosegue- abbiamo scritto ai sindaci delle Marche, della provincia e del Montefeltro, arrivando quindi fino in Romagna, per chiedere tra le altre cose, l’annullamento o almeno la sospensione di tasse e tributi comunali, di snellire al massimo la burocrazia per velocizzare tutte le pratiche, di essere informati per tempo sulle normative in modo da dare alle piccole imprese il tempo di adeguarsi senza essere ulteriormente penalizzate dalla situazione. Rimaniamo a fianco degli operatori per uscirne insieme”


Ultimo aggiornamento Sabato 25 Aprile 2020 08:43
 

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